Simonetta Santarnecchi

Opera intensa ed appassionata, quella della pittrice Simonetta Santarnecchi. Certo non mi fa velo
l’amicizia con lei nel saper riconoscere nel suo cammino artistico un sapore arcano, un’aura leggera
ed inafferrabile che trasmette a chi osserva le sue opere, un senso profondo di empatia, dolcezza e
partecipazione.
È così che i suoi “Angeli” ci guardano misteriosi, ci invitano ad entrare in un mondo dove alla fine
l’amore, la partecipazione e l’accudimento dell’altro riescono sempre a prevalere.
Si entra in un sottile gioco in cui la figura “illude ed elude”, perché se all’inizio la comprensione
dell’opera pittorica sembra semplice ed immediata, osservando con più attenzione ci accorgiamo
che il significato più profondo della pittura richiede che noi sappiamo metterci in gioco, per poter
arrivare a percepire l’amore e l’intensa spiritualità che sono alla base dell’opera.
In questo senso la mostra si rivela anche un percorso alla ricerca del proprio “Io” più intimo e
nascosto. Nelle opere ad acquerello, poi, assistiamo ad una dimensione più morbida e “pastosa” che
promette un’empatia forse più facile ed immediata, in un rapporto più diretto con la figura pittorica.
Usciremo di qui conoscendo non solo l’opera di un’artista esperta, appassionata e sensibile, ma
anche conoscendo di più noi stessi e le nostre emozioni.
Molti buoni motivi, quindi, per visitare questa mostra.
Francesco Bonuccelli

Santarnecchi: nelle macro-teiere della giovane pittrice massetana, c’è dell’umorismo, nella figura
umana del pathos. Segno grafico solido, forte che colpisce. Una pittura che appunto perché giovane,
è tutta da scoprire.
Fenenna Bartolomei

La sua attenzione per una tradizione figurativa la spinge a ricercare nell’immagine umana il mezzo
più a lei congeniale per aprire il suo discorso artistico; altre volte è attratta da forme arboree o
meglio, da forme vegetali che assumono aspetti umanizzati.
Nata a Massa Marittima (un piccolo centro della provincia di Grosseto) Simonetta Santarnecchi
sembra aver tratto da certe spiagge il gusto della forma levigata dell’acqua, così che questi disegni,
a volte, appaiono quasi appunti per una successiva scultura, altre, invece prendono vivezza e luce da
chiaroscuri fino all’attesa del colore.
Toni Bonavita

Gli angeli sono attualmente l’espressione più intensa nell’opera creativa di Simonetta, queste
immagini evanescenti che emanano un’intensa spiritualità, sono lo specchio attuale dell’esistenza
dell’artista, che vive un periodo interiore di grande maturazione spirituale, che la porta ad
esprimersi sempre di più in un aspetto astrale. Il suo divenire sarà sempre più rivolto verso piani
astrali al di sopra del comune modo di pensare e di vedere. La sua mano è certamente guidata da un
Maestro Superiore.
Luciano Muratori

Le spiagge, il gusto della forma levigata dell’acqua sembrano premonire la fase cromatica più
impegnativa e certamente imminente, sulla base di questo importante modo di lavorare,
nell’attenzione e nei dettagli delle figure, nei sottili grafismi in chiarezza d’intenti e di mezzi
espressivi che il colore completerà nelle immagini vive e “quotidiane” della vita.
Da Il Telegrafo

Simonetta Santarnecchi, artista di grande sensibilità che riesce a far vibrare le più segrete corde
dello spirito. Quadri ad olio, sanguigne ed alcune sculture che spaziano dal paesaggio alle nature
morte fino ai volti ed alle figure degli angeli che rappresentano una costante nella pittura di
Simonetta Santarnecchi: angeli o presenze, non importa come si vogliano chiamare, che, è la stessa
artista a spiegarlo, fanno parte del cosiddetto “mondo sottile”, che danno luce ed aiutano chi vive di
qua da esso; presenze che non si vedono ma che esistono, l’artista ne è intimamente convinta e che
possono essere percepite e che nelle opere della Santarnecchi “si vedono”.
Allieva di Gentilini all’Accademia di Belle Arti, Simonetta Santernecchi si propone, negli olii, con
una pittura forte, scultorea, a tutto tondo, dai confini inconsueti (spesso le sue opere sono su tavole
tonde, talora invece sono dipinte su forme rettangolari allungatissime e di singolare effetto) e dai
colori accesi che preferiscono il rosso, il blu, il turchese, il nero, il giallo, quasi sempre con contrasti
decisi che però riescono a trovare armonia.
Tutt’altra cosa le sanguigne preferite da Simonetta Santarnecchi quando dipinge i volti degli angeli,
anzi sarebbe più adatto dire dei “suoi Angeli”: sono delicati, lievi, quei volti che danno tranquillità e
pace contornati da grandi capigliature lavorate e complesse che fanno da cornice a volti
rinascimentali di chiara ispirazione leonardesca.
Ispirano tranquillità e pace, quei volti, rasserenano; ma nel medesimo tempo hanno qualcosa di
inquietante, visto che si percepisce come un’atmosfera che viene da altre dimensioni, e che nel
nostro spazio-tempo si inserisce senza però farne parte. Una pittura che attrae, che prende
nell’intimo, quella di Simonetta Santarnecchi; una pittura che non si ferma a ciò che appare, ma
cerca di accompagnare chi l’ammira al di là, in mondi antichi (se non addirittura arcaici e spesso
eroici) e non conosciuti, dove si affaccia alla ricerca di misteri arcani; mondi crepuscolari, dove la
notte è regina, ma non per creare incubi o paure, bensì per dare tranquillità ed offrire risposte, pur
rimanendo avviluppata nel mistero.
Un cenno doveroso va ai grandi medaglioni tondi al cui interno Simonetta Santarnecchi ama
definire i suoi orizzonti di pittura: creano attrazioni arcane, parlano linguaggi di non facile lettura
che però aprono mondi che sentiamo di avere dentro di noi, anche se non li conosciamo;
affascinano e lasciano sospesi su mondi eterei che osserviamo come guardandoli dall’alto, in visioni
notturne.
La pittura di quest’artista si apre però anche ai paesaggi che fanno sognare ed a nature morte dove il
trionfo del colore, stavolta anche con tonalità solari, calde, diviene elemento dominante dello spazio
artistico. Da notare, infine, nelle opere di Simonetta Santarnecchi, il contatto che emerge evidente
tra l’arte europea e quella orientale, indiana soprattutto, che l’artista sembra conoscere
perfettamente, questa un’altra chiave di lettura delle sue opere, che, assieme alle altre, la rende
interessante.
Claudio Bottinelli

Simonetta Santarnecchi, artist of great sensitivity who manages to make the most secret strings of
the spirit vibrate. Oil paintings, sanguines and some scilptures that rang from the landscape to still
life to the faces and figures of angels that represent a costant in the painting of Simonetta

Santernecchi: angels or presence, no matter how they want to be called, which is the same artist to
expalin it, are part of the so-called “subtle world”, which give light and help those who live here
from it, presences that are not seen but that exist, the artist is intimately convinced and can be
perceived and that in the works of Santarnecchi “they see”.
Gentilini’s student at the Academy of Fine Arts, Simonetta Santarnecchi proposes herself, in oils,
with strong, sculptural, all-round painting, with unusual borders (often her works are on round
tables, sometimes they are painted on very elongated rectangular shapes of singular effect) and
bright coloros that prefer red, turquoise, black, yellow, almost always with decisive contrasts that
however ‘succeed to find harmony. Simonetta Santarncchi’s sanguines are quite different when she
paints the faces of “her Angels”: they are delicate, light, those faces that give peace and quiet,
surrounded by large, elaborate and complex hairstyles that frame Reinaissance faces with clear
Leonardo da Vinci’s inspiration. They inspire tranquillity and peace, those faces brighten up; but at
the same time they have something disturbing, since it is perceived as an atmosphere that comes
from other dimensions, and that fits into our space-time without being part of it.
A painting that attracts, that takes intimate, that of Simonetta Santarnecchi; a painting that does not
stop at what it appears, but seeks to accompany those who admire it beyond, in anciet (if not archaic
and often heroic) worlds and not known, where it faces the search for arcane mysteries; crepuscular
worlds, where the night is queen, but not to create nightmares or fears, but rather to give tranquillity
and offer answers, while remaining entangled in mystery.
A dutiful mentions goes to the large round medallions inside which Simonetta Santarnecchi likes to
define her horizons of painting: they create arcane attractions,, they speak languages that are not
easy to read but open worlds that we fell we have within us, even if we do not know them; they
fascinate and leave suspended on ethereal worlds that we observe as seen from above, in nocturnal
visions.
The painting of this artist also opens up to landscapes that make people dream and to still lifes
where the triumph of color, this time also with warm, sunny colors becomes the dominant element
of the artistic space.
Finally, in the Simonetta Santarnecchi’s works, the contact that emerges clearly between european
and eastern art, especially indian, which the artist seems to know perfectly, is another key to
interpreting her works, which, together with the others, makes it interesting.
Claudio Bottinelli

Se viviamo la Vita e l’Arte nella ricerca dello Spirito prima o poi troviamo gli Angeli. Sono la luce
della nostra “ombra”, qualcosa di palpabile solo per chi è in grado di integrarne la Presenza. E se
fossero loro i corpi e noi le ombre? Sembrano rispondere a questa domanda le figure di Simonetta
Santarnecchi, tracciate con tratto consapevole di visioni e vissuti, che l’artista può mostrare agli altri
in forma visibile e tangibile. L’Arte permette a i sensi di rientrare nel gioco della conoscenza e
comunicare a tutti una parte almeno della visione dell’artista.
Simonetta si manifesta con un disegno ricco di particolari dei corpi angelici, che rivelano la natura
delle loro intenzioni e dei loro desideri di contatto con noi. Si profila, a chi guarda con attenzione e
concentrazione i loro volti, un gioco di ruoli, uno scambio di amore “senza confini e fini”. In questa
interazione vive Simonetta e la sua Pittura. La sua natura di donna-Domina Ludi, ne marca
l’intensità e la pienezza.

Francesco Tarsi – Regista teatrale

Avvicinarsi alla pittura di Simonetta Santarnecchi presuppone un adeguamento a canoni estetici
desueti, dove ci si affaccia ad una ricerca di misteri arcani. Allieva di Gentilini, all’Accademia di
Belli Arti, esprime il suo percorso artistico e riconoscitivo in una pittura dove la luce è portanza dei
contorni, specie nella serie delle sanguigne, o dove l’oscurità dei toni esalta un percorso senza
soluzione di continuità, che si sprigiona dalle tinte del blu, rosso, turchesi, gialle, spesso poste a
contrasto, negli olii. Si propone con incisivi tratti pittorici, che sembrano voler sconfinare dalle
tavole, anche rettangolari o tonde, in un ideale incontro con lo spettatore, che, come lei afferma,
“deve avere l’impulso di toccare l’opera”.
Le figure ritratte sono delicate, dalle forme allungate, con capigliature che ricordano la spirale delle
conchiglie marine, incorniciando i volti di evidente ispirazione leonardesca. Figure la cui ieraticità e
sacralità sorprendono, e d’altra parte possono dischiudere una dimensione inquietante, perché
sottendono una memoria arcana, difficilmente descrivibile a parole. Essa si risolve, però, in un
dialogo personale e profondo dell’osservatore con l’immagine rappresentata nei quadri di
Simonetta. Nel corso degli anni, molti critici hanno espresso giudizi entusiastici su questa pittrice
toscana (Claudio Bottinelli, Toni Bonavita, Luciano Muratori, Fenenna Bartolomei e molti altri),
che ha scelto la nostra regione per la sua mostra permanente, sorprendendo con le sue opere al pari
di una nuova Sibilla, che mostra un universo senza confini, dal quale però ci si ritrova accolti e
rasserenati.

Yolanda Gabella

Cenni biografici
Simonetta Santarnecchi si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Roma, allieva del maestro
Franco Gentilini. Ha partecipato a collettive e mostre personali in diversi luoghi d’Italia.
Simonetta Santarnecchi gratuated from the Academy of Fine Arts in Rome and she has been a
student of the master Franco Gentilini. Simonetta Santarnecchi has partecipated in collective and
personal exhibitions in different places of Italy.