Anna Maria Terracini

Olio su tela anno 1990 cm 60x70

Olio su tela anno 1990 cm 60x70

Olio su tela anno 1980 cm 90x100

CURRICULUM VITAE

Anna Maria Terracini è nata  ad Algeri il 17/04/1943 e deceduta a Roma il 30/03/2012

Nel Luglio 1963 consegue il Bacclauréat in Filosofia a Londra presso il Liceo Francese

Dall’Ottobre 1963 e fino al Giugno 1965 frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Roma dove si diploma con i Professori Montanarini e Maccari in pittura e incisione

Dall’Ottobre 1965 e fino a Dicembre 1967 lavora presso la Città Internazionale delle Arti di Parigi

Nel settembre 1966 e fino a Giugno 67 segue i corsi del Professor Jean Cassou alla Scuola Pratica degli Alti Studi della Sorbona

Dall’Ottobre 1965 e fino al Gennaio 1971 frequenta la Scuola Nazionale delle Belle Arti di Parigi

A partire dal 1967 frequenta l’atelier italiano di mosaico (Riccardo Licata) e l’atelier di incisione (Goetz e Hayter)

Anna Maria Terracini nasce ad Algeri dove i suoi genitori si erano rifugiati dopo aver lasciato l’Italia nel 1938 per sfuggire alle leggi razziali. Il padre Enrico, Console Italiano si è interamente devoluto alla causa degli emigranti, pervaso da un grande senso del dovere tendeva a eclissare la famiglia. La madre Jean Scebat, scrittrice e traduttrice,  era la dolcezza in persona ed era molto comprensiva, anche lei si interessava alla gente sfortunata.

Entrambi i genitori appartenevano a famiglie di commercianti Ebrei e quindi con la consapevolezza di essere perseguitati , la consapevolezza di appartenere ad una minoranza produce in lei  una grave ferita.

La sua esistenza si presenta sotto il segno dei viaggi, dei cambiamenti di paese, delle separazioni e dell’instabilità. I continui viaggi la portano a frequentare diverse scuole, fin da piccola, con l’impossibilità di stringere amicizia con altri bambini. Per sei anni vivrà in Svizzera nel Cantone dei Grigioni, nel 1952 il padre viene nominato Console a Dakar e il trasferimento nell’Africa Nera fu uno choc, si ritrova improvvisamente a passare da una vita piena di regole austere ad immergersi in un paese con un clima che mette alla prova la resistenza fisica e morale. Non sopportando il clima umido si trasferisce con la madre a Grasse in Francia, la separazione dal padre fu un nuovo sforzo di adattamento. I continui cambiamenti, le scuole, lingue diverse, abitudini diverse la portano a essere sempre in bilico tra sentimenti opposti.

Proprio questi sentimenti contrastanti la portano a dipingere, la pittura le procurerà momenti di pace interiore e di calma ma fatalmente la pittura la porterà al’isolamento scatenando in lei conflitti interiori, combattimenti,  lutti che la porteranno  a far rinascere il desiderio di dipingere. 

La visita alla Biennale di Venezia  deciderà definitivamente la sua vocazione di pittrice, attratta soprattutto dalle composizioni astratte, si trattava per lei di reminiscenze essenziali che avevano la loro organizzazione in forma figurativa.

La strana magia dell’irreale, la speranza di rivelare l’invisibile, dove la gente diceva : quello non assomiglia a niente, Anna Maria  capiva che un oggetto o la natura pazientemente scomposta poteva diventare grazie ai colori, alla loro disposizione  non una semplice forma ma il confronto con la pittura pura e alle innumerevoli possibilità che questa suggeriva. Denis Lavalle, scrittore e critico d’arte Francese, scrive di lei che non ha mai smesso di interrogarsi sulle linee primitive che si sprigionano da un paesaggio ed appare ugualmente nella sua opera un altro pensiero altrettanto ricco ed interessante,  la pittura di forme create da noi stessi ma che noi componiamo in gruppo  umano.

CURRICULUM VITAE

Anna Maria Terracini was born in Algiers on 17/04/1943 and died in Roma on 30/03/2012

In July 1963 she gets a degree in philosophy at the French secondary school in London.

October 1963 / June 1965 she she attends the Academy of fine arts where she gets a degree with Prof.  Montanarini and Prof. Maccari in painting and engraving

October 1965 / December 1967 she works at the International City of Fine Arts in Paris.

September 1966 / June 1967 she attends courses with Professor Jean Cassou at the Sorbona High School.

October 1965 / January 1971 she attends the International School of Fine Arts in Paris .

From 1967 she attends mosaic atelier with Riccardo Licata and engraving atelier with Goetz e Hayter.

Anna Maria Terracini was born in Algiers where her parents took refuge after leaving Italy in 1938 to flee from racial laws.  Her father Enrico, who was the Italian consul, fully dedicated himself to the cause of emigrants and he was so devoted to his duties that they overshadowed his family.
Her mother Scebat was a writer and a translator, she was such a sweet as well as being very understanding,
she loved helping people with problems.

Both parents belonged to a Jewish trading family. They were aware of being victims of persecution and the awareness of belonging to a lesser race made her feel deeply hurt.

During her life she kept travelling from one country to another and because of it, she attended different schools  since she was a little child and that didn’t give her the chance to make friend with the other children. She lived in Switzerland for 6 years (Grigioni Canton).
In 1952 her father was nominated Consul in Dakar. The transfer to Black Africa was shocking. Their lives changed from strict rules in a very hot climate country where the physical resistance and moral effects were given a good challenge.
Because she couldn’t bear the hot weather she moved to Grasse in France with her mother. The separation  was another shock for her and the continuous changing of schools, languages and lifestyles led her to have mixed emotions. 

Those were the feelings that led her into painting and made her spend moments of peace of mind.
But painting would also bring her into seclusion and inner conflicts, boosting in her desire to paint.

The visit to Biennale di Venezia will definitely decide her nomination as a painter.
She was attracted by the abstract composition that jolted her memories in a figurative way.

The magic of fantasy, the hope to reveal  the invisible where people said: that doesn’t look like anything. Anna Maria knew that an object or nature could be patiently taken apart thanks to the colours and layout and not just a simple form of confrontation with pure painting and the countless possibility of interpretation of the same. 
Writer and French art critic Denis Lavalle writes that she never stopped to wonder about her primitive lines that release themselves from a landscape and her work of art, that becomes another rich and interesting  thought. 

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