Il dramma, l'eroe

Palazzo Venezia, Napoli

Quella di Luca Andrea Garibaldi (1966) è una sintesi semplice e chiara del rapporto che regola l’uomo e la sua condizione eroica e drammatica; ma è anche una dichiarazione aperta all’amore, alla bellezza e alla vita. L’artista ci racconta attraverso la sua opera fatta di estrema bravura compositiva, storie nostalgiche e malinconiche.
l giochi cromatici, il collage, il retro d’affiches e i segni pittorici sviluppati da Garibaldi, ci restituiscono immagini estremamente comunicative ed impattanti. Le influenze stilistiche sono tante, ma l’artista non disdegna di appropriarsene con prepotenza ed eleganza.
La lettura dell’opera è scorrevole e lineare, come in una poesia romantica si fanno spazio la celebrazione per la vita ma anche il dolore e la tragicità a cui essa è legata. L’eroe è proprio la figura che si pone al centro di questa ambivalenza esistenziale che Garibaldi celebra in più forme, astratte e concrete.
E’ questo il caso de Il Barone Rosso (2011) oppure Occhi della guerra (2012), dove l’epilogo eroico viene celebrato in tutta la sua diversità e drammaticità.
Garibaldi padroneggia una forma liquida del raccontare, quasi trascendentale come in Simul Stabunt (2010), un’opera molto significativa in quanto rappresentazione di fatti orribili. Ancora una volta l’artista celebra il dramma umano nella sua interezza ma senza cadere nella banalità della semplice narrazione. Un’opera dal sapore Kieferiano che per potenza cromatica a capacità espressiva restituisce un’immagine nitida della sensibilità dell’artista. Sensibilità che l’artista esercita anche nei suoi lavori più intimi, dove vi è spazio per la bellezza e la sensualità, celebrate attraverso delle immagini eterne che Garibaldi rende mortali e accessibili. Nella ricerca identitaria dell’uomo e delle sue condizioni, Luca esplora partiture di tempo ben delineate e circoscritte, con linguaggi diversi, con protagonisti diversi ma con la coerenza di chi ama ardentemente l’arte ed i suoi discorsi.

Equilibrio disperato, 2012
Gli Occhi della Guerra 2012

ll Dramma, l’Eroe.

Governato da una composizione sapiente, tutto il lavoro dell’artista manifesta nella sua molteplicità di dimensioni un racconto storicamente indelebile, di quelle che possono essere situazioni popolarmente oggettive ma che comunque abbracciano l’intimità di ogni individuo.
Tecnicamente strutturate da sovrapposizioni di immagini, collage e sperimentazioni innovative, le opere di Luca Andra Garibaldi si prestano ad un ampio esame sulla genericità storico-sociale contemporanea, distillando un essenziale storica veridicità.
Nella ricerca verticale di nuove forme e soggetti l’artista riscopre con la poesia del colore nuove sfumature narrative, uno degli esempi vertice di questa considerazione sono riscontrabili nell’opera “La Luna” dove la tinta monocromatica (che oscilla tra un blu ceruleo ad un blu cadetto) accoglie caldamente l’inglobarsi e il sommarsi delle foto, che descrivono minuziosamente il tema dell’allunaggio, unico nel suo complesso, diventa poetico ed avvincente nella visione del Garibaldi. L’artista si fa carico dell’arduo compito di sintetizzare nel dettaglio – ma con semplicità – il susseguirsi di eventi, azioni, richiami al passato, ricordi d’infanzia; esaminando anche la sessualità, l’urbanistica, il gioco.
Miscela il sacro al profano mostrando una visione sapiente della materia che conoscendone le infinite possibilità di linguaggio, restituisce lavori mai banali e di forte personalità, mantenendo una verticale coerenza stilistica seppur difformi tra loro.

Palazzo Venezia, Napoli